Alla prova dei fatti, si è però poi scoperto che la quasi totalità delle indicazioni fornite da questo signore non appartenevano al mondo reale, ma ad un suo virtuale libro dei sogni nel quale si accreditava di conoscenze importanti e notevole carisma nei confronti di personaggi politici e della stampa, un gioco che evidentemente lo divertiva.
Per dirla in breve, quasi una sorta di "Monopoli" applicato alla politica provinciale invece che al mondo delle costruzioni e delle speculazioni edilizie.
In sostanza il signor Orlando Pierantoni, che si era assunto l'impegno di coprire quasi una metà dei collegi nella parte centro-meridionale della Provincia di Chieti, ha rappresentato un grave ed irreparabile handicap per la lista, in quanto ha promesso, fino all'ultimo minuto, di fornire candidature valide per i collegi da lui stesso indicati, con il risultato finale che può essere, in estrema sintesi, così riassunto:
- ha rinunciato a presentarsi nel suo collegio di Orsogna nel quale, nella precedente tornata, aveva riportato un risultato di circa 400 preferenze;
- ha coperto alcuni collegi con quelle che lui stesso definiva "candidature di bandiera", radicale ovviamente, con il signor Achille Gallo;
- in particolare questa candidatura è stata dal Pierantoni usata per i collegi nn. 4 (Casalbordino-Scerni-Pollutri), 26 (San Salvo-Cupello) e 20 (Orsogna-Crecchio-Filetto) - quindi anche quello dello stesso Pierantoni - con questi strabilianti risultati: nell'ordine 11 - 37 - 28 preferenze, con una media di circa 25 voti per collegio che, se spalmata sui trenta collegi della Provincia, avrebbe portato al risultato complessivo, unico nella storia delle elezioni, di 750 consensi;
- ha rilasciato un'intervista al Centro (cronaca di Chieti - 1 giugno 2004) riportata con il titolo "I radicali stanno con Coletti" disseminata di così tante imprecisioni, crediti politici e riferimenti a persone, veramente "fuori dal mondo", da aver io stesso ricevuto dallo stesso Achille Gallo l'invito, che era in sostanza una pretesa, di smentire con autorevolezza quanto dichiarato dal Pierantoni, per evitare querele ed interventi della Bonino e dello stesso Pannella, notoriamente non impegnati nelle provinciali; tale smentita, da me prontamente resa, è stata pubblicata dallo stesso quotidiano in data 3 giugno 2004 "Radicali candidati? Si, ma sono posizioni personali".
L'attivismo di questo personaggio, che riunisce in maniera "carbonara" alcuni candidati di sua ispirazione ed altri ignari dell'effettivo scopo della riunione, senza darne comunicazione ad alcuno di quelli che sono i veri responsabili del Movimento, fa venire il sospetto, per la dichiarata amicizia con il Presidente Coletti, che non sia frutto di un improvviso atto di presunzione, ma di un'azione ben concertata.
Lo scopo potrebbe essere quello di creare confusione fra tutti gli elettori, ed in particolare di quelli che hanno dato fiducia alla lista INSIEME, circa l'effettivo giudizio che si ha il diritto di dare in ordine all'operato del Presidente che ha finora offerto molti motivi di critica da parte di tutti i partiti e sul quale, da parte dei fondatori del Movimento, è in corso un'attenta e responsabile riflessione, tutt'altro che conclusa e finora tutt'altro che generosa.
Per quanto detto è di tutta evidenza che il signor Orlando Pierantoni, semplice co-presentatore della lista, non rappresenta in alcun modo il Movimento INSIEME, al quale non ha neppure proposto l'adesione, per cui ogni sua espressione attiene al suo pensiero personale ed, al limite, a quello di quei pochi candidati, che secondo le sue aspirazioni, avrebbero dovuto rappresentare la "simpatia radicale".
In conclusione, il signor Orlando Pierantoni viene invitato, e per questo diffidato, a non arrogarsi mai più il diritto di impegnare con le sue azioni il Movimento INSIEME che ha ben altra rappresentanza, come si evince dall'esplorazione del sito
www.insieme.info.
Ai giornalisti destinatari della presente il ringraziamento per la professionalità che dimostreranno nel tenere separati gli atti di "millanteria politica" da quelli effettivamente "politici".
Sambuceto, li 31 luglio 2004 Verino Caldarelli