Cari concittadini,
sono Andrea Sacchetti, candidato della lista INSIEME a Vasto
per le Elezioni del Consiglio Provinciale.
INSIEME – LIBERI E PARTECIPI
è una lista che raggruppa persone di diverso orientamento,
con esperienze e competenze diverse,
e tenta di uscire dagli schemi della politica tradizionale
per rivolgersi con maggiore attenzione
verso le necessità concrete dei cittadini e del territorio.
Laureato in Scienze Biologiche, ho svolto, per circa 8 anni,
attività di ricerca nel Consorzio Mario Negri Sud (S.
Maria Imbaro, CH),
dove per 4 anni mi è stata assegnata una borsa di studio
dalla Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (FIRC).
Attualmente sono nel Centro Scienze dell’Invecchiamento
(CeSI),
Università G. D’Annunzio di Chieti, con un Dottorato
di Ricerca.
Invitato a partecipare alle Elezioni Provinciali,
ho accettato volentieri l’impegno, cogliendo l’occasione,
con questa candidatura, di rappresentare, al di là
delle logiche politiche di partito e di parte,
il mondo della ricerca e dei ricercatori precari, e più
in generale la situazione di tanti,
laureati e non laureati,
che vanno avanti con difficoltà e incertezza tentando
di inserirsi nel mondo attuale del lavoro.
Il settore definito complessivamente “Ricerca e Sviluppo”
opera,
come ricerca di base e applicata, nei vari ambiti della conoscenza
e delle attività umane e rappresenta un elemento di
importanza vitale per la società,
perché produce un continuo ampliamento e perfezionamento
delle conoscenze
e delle tecnologie, necessaria premessa di un maggiore benessere
e di progresso civile e culturale.
Oggi solo un adeguato investimento in questo settore
può rendere un paese più ricco e competitivo,
creare in prospettiva maggiori opportunità di lavoro,
fornire soluzioni nuove e aggiornate a problemi di interesse
nazionale e globale,
fra cui quelli legati alla salute e all’ambiente.
L’Italia ha sempre investito troppo poco in Ricerca
e Sviluppo
(circa la metà rispetto alla media europea),
ma la scarsa considerazione del settore è ancora più
evidente
se si guarda all’aspetto umano:
le attività di ricerca nel nostro paese vengono svolte,
in gran parte,
da un esercito di precari nel complesso molto mal retribuiti,
rispetto alle ore e alla qualità del lavoro e senza
sufficienti diritti, tutele, certezze
(l’Università, in particolare, è esempio
notevole di un mondo che troppo si basa sul lavoro atipico).
Si tratta di una realtà che viene poco considerata
anche dai media:
si parla spesso delle nuove frontiere della scienza,
ma poco delle condizioni di coloro che lavorano in questo
campo.
Questo stato di cose, espressione di un male cronico dell’Italia,
va affrontato con urgenza: se infatti si trascurano realtà
essenziali
come quelle della Università e della Ricerca, e se
si penalizzano tanti giovani,
riserve reali di intelligenza e creatività,
si priva il paese di una ricchezza e di una autentica forza
motrice dello sviluppo.
Come persona che da dieci anni vive la condizione del ricercatore
precario
e mal retribuito, ho voluto candidarmi, conducendo con fatica
questa campagna elettorale,
senza l’appoggio di una sede locale di partito,
non per fare carriera politica o per curare interessi personali,
ma per far sì che il sincero e forte grido di rabbia
che porto dentro,
che è lo stesso di tanti altri in condizioni di lavoro
simili alla mia,
non resti la semplice espressione interiore di una persona
frustrata e impotente,
ma si traduca in una concreta e costruttiva azione politica
per intervenire su di una situazione che non è più
tollerabile e che va cambiata.
Nell’orizzonte politico locale penso
di rappresentare una “anomalia”.
Così come una “anomalia” credo sia INSIEME,
che mi ha offerto la possibilità di candidarmi.
Io vi offro l’opportunità di dare un voto diverso.
Non il voto per un colore politico o per la mia persona,
ma per ciò che io principalmente rappresento
e mi impegno a rappresentare:
la urgente necessità, ripeto, da una parte di potenziare
la ricerca,
incoraggiando coloro che vogliono percorrere seriamente questo
cammino
e le aziende che vogliono investire in questo campo;
dall’altra di trovare soluzioni nuove per i gravi problemi
della disoccupazione,
del precariato,
dello sfruttamento del lavoro.
Pur consapevole che si tratta di problemi di portata nazionale,
se eletto cercherò di portare avanti il mio discorso
nel Consiglio Provinciale per testimoniare,
con tutte le mie energie e in tutti i modi nei quali mi sarà
possibile,
che si può cominciare una battaglia ed un rinnovamento
partendo molto concretamente dalla “piccola” realtà
locale,
realizzando iniziative che servano come modelli da estendere,
se opportuno,
anche a livello nazionale.
Partire dal “piccolo” è forse il modo più
semplice e realistico
per proporre grandi cambiamenti.
Un cordiale e sincero saluto a tutti
e un particolare saluto a quanti con me condividono
le difficoltà e le incertezze del mondo attuale del
lavoro
Il Candidato
ANDREA SACCHETTI
p. s. Pur appartenendo alla
coalizione che sostiene Coletti come Presidente, ribadisco
la mia natura “libera e partecipe”, indipendente
da posizioni precostituite di partito e di parte. Ho per questo
evitato di sostenere il mio discorso con argomenti che possano
confondersi con le solite polemiche di schieramento politico,
poiché non ritengo utile attribuire la responsabilità
di problemi complessi, che vengono da lontano, a una parte
o all’altra. Al di là del colore politico, credo
che quello che veramente conta sia l’onestà e
l’intelligenza dei singoli, e la capacità e la
volontà di guardare i problemi per quello che sono,
cercando di affrontarli con un atteggiamento costruttivo di
servizio e responsabilità; evitando, soprattutto, di
alimentare sentimenti irrazionali di odio o atteggiamenti
di sterile contrapposizione.
Gli argomenti che ho messo in campo sono certamente di estrema
attualità e importanza. I problemi del lavoro interessano
una percentuale enorme di famiglie e la ricerca è un
bene prezioso per tutti anche se pochi, forse, hanno compreso
che darle priorità non significa privilegiare qualcosa
di esclusivo, di lontano dalle grandi urgenze sociali; bensì,
proprio in considerazione di queste, voler guardare più
lontano, investire per il futuro. Alla ricerca si chiedono,
ad esempio, nuove e più efficaci cure per tante patologie,
in particolare quelle legate all’invecchiamento, che
acquistano sempre maggior rilievo con l’aumentare dell’età
media della popolazione. Tuttavia è molto facile chiedere
uno sforzo ai ricercatori, più difficile capire la
necessità urgente di maggiori investimenti in termini
di risorse economiche ed umane nel settore.
Aggiungo che, se ho particolarmente a cuore ciò che
riguarda la salute, dato che opero in questo campo, non meno
mi interessano la tutela dell’ambiente e del paesaggio.
E ancora che, al di là dell’aspetto prettamente
medico, vedo la necessità di migliorare la condizione
di persone svantaggiate come anziani, malati, disabili, disadattati,
sostenendo tutte le iniziative che vanno in questa direzione.
Un pensiero anche alla scuola, per la quale mi piacerebbe
incoraggiare proprio i tentativi di comunicazione con il mondo
del lavoro e della ricerca.
“Una vita senza ricerca
non è degna di essere vissuta”
(Socrate)
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